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L'ARTISTA

Considerato da critici e collezionisti "caposcuola del lastrismo "

Enzo Pazzagli nasce a Pietraviva, un piccolo paese nella campagna toscana fra Arezzo e Siena; trascorre lì l'infanzia e l'adolescenza imparando dal padre fabbro ferraio l'arte di lavorare il ferro, prende dimestichezza fin da bambino con questo materiale che lo affascina ancora oggi per la sua "ostentata ritrosità".[Enzo Pazzagli]
La carriera creativa di Enzo Pazzagli comincia prima ancora di avvicinarsi all'arte con la realizzazione di alcuni brevetti, nel '55 brevetta una struttura portastoffe innovativa che interessa  il settore tessili sia produttivo che commerciale di tutta Europa, nel 1965 realizza un brevetto per arredamento: si tratta di un incastro a baionetta che applicato a nove tavole di misure diverse consente di ottenere fino a diecimila composizioni. Nel '68 inventa un apparecchio che concilia il sonno brevettato con il nome di Facilsonno che funziona attraverso l'emissione di suoni a bassissimo volume sempre più distanziati l'uno dall'altro creando un rilassamento che facilita il sonno;  nel '76 realizza una lingua internazionale in numeri che consiste nel tradurre le lettere in numeri per ottenere un nuovo alfabeto, ad esempio le parole terra, cielo, mare verrebbero tradotte in: 18 5 16 16 1, 3 8 5 10 13, 11 1 16 5, valide per tutte le lingue del mondo, ottenendo in questo modo una sola lingua internazionale.
 
Negli anni 60 si avvicina all'arte e, dopo varie opere di piccole dimensioni in legno e ferro realizza la prima scultura su lastra di acciaio tagliata con la lancia termica: "I tre arlecchini",  datata 1966 ; si tratta di  tre sagome di due metri e mezzo  di altezza nelle quali la ricerca del movimento sfida la staticità della materia.
In questi anni partecipa a diverse mostre collettive in Italia e all'estero e nel '74 raggiunge il suo primo traguardo con la personale alla Galleria Santa Croce di Firenze suscitando l'interesse di alcuni critici importanti come Tommaso Paloscia, Marcello Venturoli, Giuseppe Marchiori, Raffaele De Grada, Antonio Gervasio, Paolo Levi. L'anno dopo espone le sue opere in un'altra personale alla Galleria d'arte Moderna di Punta Ala, in questa occasione realizza alcune sculture ritratto che rappresentano personaggi dello spettacolo, Roger Moore, Luciano Salce, Ugo Tognazzi, Monica Vitti..
Dal ‘75 all’ ‘80 è titolare di tre gallerie: la Galleria Senato a Milano, la Galleria Masaccio a Firenze, la Galleria 19 a Punta Ala, questa esperienza gli consente di entrare in contatto più diretto con gli artisti e inserirsi in un ambiente stimolante per la sua carriera artistica.

Nel novembre del 1978 è in Messico dove presenta una personale nella torre di Reloc nel parco Abramo Lincon a Chapultepec, patrocinata dal Centro culturale Messico-Italia a Città del Messico; nell '80 è in Polonia dove entra in contatto con il direttore del Museo nazionale di arte moderna di Varsavia, il professor Stanislaw Lorentz che apprezza molto la sua arte e gli chiede un'opera per il museo, in questa occasione gli viene richiesta una scultura anche dal museo Nazionale di Cracovia. Realizza altre mostre personali in Germania alla Galleria Gotz di Stoccarda e sempre in Germania gli viene commissionata una scultura dalla Regione del Baden Wuttenberg. L'interesse di una casa editrice tedesca la Kindlers Verlag è tale da inserire nel primo volume della enciclopedia Der Mensch, la sua opera "I quattro aspetti dell'uomo"  che figura accanto a Durer e Gauguin.

Il suo primo riconoscimento importante in Italia è il premio “Le Muse” per l'arte, che riceve in Palazzo Vecchio a Firenze, insieme a Zichichi per la scienza e Mario Luzi per la poesia.
La ricerca artistica intanto lo porta a nuove sperimentazioni, crea delle forme in negativo in cui l'immagine risulta dai vuoti contornati dalla materia; realizza alcune incisioni su lastra di argento commissionate dalla Banca Toscana, dei multipli in fusione di ottone, dei monotipi su matrice in legno e le prime sculture-gioiello in oro e pietre preziose, che gli procureranno un incarico dalla De Beers di Londra per la realizzazione di un gioiello che valorizzi il diamante.

Nell' 83 viene incaricato dalla Compagnia del Paiolo di Firenze, della quale fa parte, della realizzazione dell'altare e l'ambone della cappella costruita in omaggio a Michelangelo nella città natale del grande artista, Caprese Michelangelo, il soggetto della scultura dal titolo “Un Paese Racconta”, è la storia di una sofferenza umana antica e purtroppo attuale, quella delle madri in attesa dei figli richiamati alla guerra.  
Dello stesso anno è il Pegaso in acciaio (simbolo della regione Toscana ) collocato nei giardini del Palazzo della Regione a Firenze, che a causa del succedersi di nuovi presidenti non ha ancora avuto una inaugurazione ufficiale.  Nel 1984 inaugura un'esposizione permanente di grandi sculture nel Parco dell'Acquasanta a Chianciano Terme, insieme a lui famosi artisti come Emilio Greco e Giacomo Manzù. Le opere di Pazzagli tuttora visibili visitando il parco. Nell'estate dell'anno seguente colloca una sua scultura di sette metri di altezza "Rapporto musicale tra vento e mare" nella piazza del Porto di Punta Ala, ottenendo il plauso di diversi critici e giornalisti come Dario di Gravio che in un suo articolo su Il Tempo descrive questo evento come un riconoscimento all’artista per la sua tenacia e la sua smisurata fantasia. Dello stesso periodo è il Premio per la migliore colonna sonora di film, che gli viene commissionato dall’Ente dello Spettacolo di Roma, consegnato nel salone delle feste a Sanremo ad Ennio Morricone.
"Il grillo parlante" del 1987 è la prima scultura in cui sperimenta l'inserimento di plexiglas colorato a riempire i vuoti della lastra di acciaio, quest'opera realizzata per le Terme di Petriolo è ora visibile nel Parco d’Arte E. Pazzagli a Firenze.
Nel 1988 il Comune di Castiglione della Pescaia, la Provincia di Grosseto, la Regione Toscana, la Banca Toscana, la Promoala, in collaborazione con la Marina di Punta Ala, patrocinano una grande mostra personale sul fronte del Porto, inaugurata dal senatore Luciano Bausi. Sono dodici opere di più di due metri di altezza che attirano dal giugno al settembre più di cinquecentomila visitatori, Pazzagli ottiene cosi un grande interesse da parte della critica aprendo fra l'altro un'accesa diatriba fra sostenitori e denigratori.
Nel '90 la Galleria Mentana di Firenze organizza una sua personale ed espone le sue opere all’Arte Fiera di Bologna nei due anni successivi. Sempre nel 1990 realizza il premio S. Giuseppe a Firenze, un omaggio a “l’uomo dalla civiltà contadina all'era del computer", consegnato fra gli altri allo stilista Giorgio Armani e all'attrice Elena Sofia Ricci.  
La sua produzione artistica è comunque ridotta al minimo fino alla metà del ‘94 quando si riavvicina,  con rinnovata passione, al suo rude acciaio nella continua ricerca di animarlo, caricandolo di umanità e di una coerenza frutto di tanti anni di esperienza. Le sue nuove sculture si basano sulla ricerca del tutto pieno attraverso lastre multiple che si intersecano e si sovrappongono. L’opera più rilevante di questo periodo è “Gran Concerto” (cm 820x530) esposto nella piazza centrale di Montevarchi (AR) in occasione della personale " Trent'anni di Scultura " nel chiosco di Cennano sede del Museo Paleontologico.
Nel 1997 il Comune di Apricale (IM) allestisce una mostra di grandi sculture di Pazzagli nel centro storico di questa caratteristica cittadina medievale sulla costa ligure. In occasione di questo evento viene collocata l’opera “Libro” nella strada principale di accesso al paese; è tuttora in corso la richiesta per l’inserimento nel Guinness dei primati come libro più pesante del mondo (Kg 656).
L’esposizione di arte ambientale si ripropone nelle strade, nelle piazze e sul lungomare di Castiglione della Pescaia l’anno seguente, dove opere vecchie e nuove rappresentano un percorso che segue a grandi linee tutta la sua carriera artistica.
Nel 1999 il Comune di Arezzo organizza una personale di grandi opere collocate dal centro storico fino alla stazione, viene presentata in questa occasione la nuova scultura “Pellegrini per il Giubileo” nella quale l’artista ottiene la rotondità delle quattro figure attraverso l’assemblaggio di forme in acciaio che risultano incredibilmente figurative.
Già in questi anni l’idea di creare un parco d’arte era nella mente di Enzo Pazzagli; nel 1990 aveva allestito nel giardino della sua casa a Settignano (FI) una esposizione permanente, ma solo nel 2001 ha trovato a Rovezzano (FI) un terreno (mq. 23900) veramente ideale per il suo progetto. Ha iniziato così i lavori lasciando le altre sue attività  per dedicarsi interamente a questa grande impresa; in tre anni e mezzo ha trasformato un campo incolto in un immenso prato, nel quale ha piantato 300 cipressi, che formano una scultura vivente visibile dall’alto. In occasioni speciali una mongolfiera è a disposizione dei visitatori per permettere una visuale privilegiata.
Il parco è in una posizione ottimale grazie al bellissimo panorama circostante formato da quelle colline che i Medici prediligevano per le loro ville, l’Arno, in questo punto particolarmente ampio da formare un piccolo lago, costeggia il lato sud, ma soprattutto la vicinanza al centro di Firenze rende il parco una vetrina di grande interesse per l’arte contemporanea. Vi sono collocate 150 opere di varie dimensioni visibili anche di notte grazie ad un accurato sistema di illuminazione.
In esposizione permanente opere di altri artisti fra cui Marcello Guasti e Sauro Cavallini; periodicamente vengono allestite mostre temporanee di artisti internazionali e una varietà di manifestazioni non solo legate strettamente al mondo dell’arte ma anche allo sport, alla cultura, alla botanica.
La Regione Toscana gli dedica nel 2005 una personale nel Palazzo Panciatichi a Firenze

 

 
 
 

     
 

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